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mercoledì 27 febbraio 2013

Enrico Berio

Enrico Berio

SCRITTORE - EX DIRETTORE ARCHIVIO DI STATO DI IMPERIA




Enrico Berionato a Porto Maurizio (ora Imperia)nel 1922, si trasferisce giovanissimo con la famiglia a Cuneo, che considera la sua seconda patria avendovi trascorso tutti gli anni della fanciullezza e della gioventù.

Ivi compie il corso degli studi sino al liceo e intraprende le prime esperienze giornalistiche e letterarie come redattore di numeri unici (Cento anni fa) e di giornali locali (Sentinella d'Italia, La Vedetta) nonché come primo direttore del settimanale satirico «Il Barbaroux», da lui fondato con la collaborazione del poeta Gino Giordanengo e dei pittori Oscar Giacchi e Nino Marabotto e stampato dalla tipografia del comm. Giuseppe Ghibaudo allora agli inizi della sua prospera attività.

Laureatosi in giurisprudenza a Torino, ritorna in Riviera nel 1949 come funzionario statale, dapprima nell’amministrazione provinciale delle imposte dirette, a Ventimiglia e San Remo, poi come dirigente dell’Archivio di Stato di Imperia nonché delle Sezioni di Archivio di Stato di San Remo e di Ventimiglia.

Oltre al costante e fedele impegno nel Movimento Federalista Europeo che lo porta, negli anni ’70 a pubblicare il periodico bilingue «Alpazur», in tutti questi anni ha dato alle stampe romanzi, libri per ragazzi e testi divulgativi

Si è pure dedicato al teatro dialettale scrivendo vari testi: in piemontese, in sanremasco, in genovese di cui tre selezionate per il Premio Anna Càroli di Genova e l’ultima insignita del 1° premio nella VI edizione del Premio stesso.

I testi sono stati pubblicati nella collana edita dalla Cassa di Risparmio di Genova e Imperia. Altro lavoro teatrale la tragicommedia Sanremo belle époque: la Contessa e il bersagliere, sulla nota vicenda sanremese della Contessa Tiepolo presentato al Casinò di Sanremo.

Nel frattempo ha continuato il suo impegno per accomunare Costa Azzurra, Riviera dei Fiori e Valli Cuneesi. Una attività socio-etnico-linguistica che lo ha visto collaborare con l’Academia Nissarda, Association Européenne des Enseignants (A.E.D.E.) e con l’Institut Européen des Hautes Etudes Internationales (I.E.H.E.I.) e svariati gruppi e associazioni culturali del cuneese.Nell’anno 2000 assegnazione, da parte del Comune di Sanremo, del “Premio San Romolo per la cultura”.

Nel 2005 assegnazione del 2° premio del concorso “Jacopo Varaldo” della CONSULTA LIGURE per la commedia dialettale in sanremasco “Mansardina a Sanremo” pubblicata nel 2008, mentre già nell'ottobre 2006, dopo lunga e laboriosa ricerca nei vari continenti, ricco di numerose illustrazioni, vedeva la luce il volume "I BERIO Antologia di un casato" edito e stampato dal Centro Stampa Offset Grafiche AMADEO (IM) di Giovanni Amadeo. Il volume "I Berio Antologia di un casato", come dice il nome stesso vuole essere semplicemente un "fascicolo" di materiali vari inerenti il casato Berio raccolti in un collegamento personale dalla viva voce e da corrispondenze con appartenenti allo stesso, tutti citati di volta in volta nonchè da enciclopedie da internet, da libri di storia locale e, infine, da articoli pubblicati da vari periodici

Seguono le copertine di alcuni suoi libri ed opuscoli



Sanremo_al_bivio_2006Corsaro_Nero_2005
Alpazur_1992Ghea_un-a_veia_1988
grano_nel_deserto_1957I_marziani_a_Borgo_Prino_11969
La_cornucopia_della_dea_Matuta_1989Pater_noster_1994
Nella_Gabbia_del_Vanone_11963Le_barche_nel_cielo_1976
Portoneglia_1983Ren_nu_va_ciu_1981
primadi_noi__1980Un_logo_x_le_3_province_1999
siamo_tutti_Ciantafurche_anche_i_cacellotti_1987Una_nuova_sede_per_la_sezione_di_Ventimiglia_1984
sanremo_BELLE_EPOQUE_1998Vuxe de Liguria 2004
viagiu_a-e_seycelle_1985




A L P A Z U R
(Alleanza Ligure Piemontese Azione Unità Regionale)

"Sanremo al bivio” con prefazione del Sindaco e dall’Assesore alla Cultura, è un libretto che racconta le vicende della rivolta sanremese del 1753 contro i genovesi.

Il testo è la trascrizione di una conferenza di Enrico Berio al Circolo Ligustico. “L’autore, dice la prefazione,” da tempo impegnato sui temi dei rapporti territoriali fra le comunità liguri-piemontesi, si apre anche alla riflessione

attuale su un fenomeno ben più ampio e generale su cui il dibattito è ancora aperto”

Infatti, la conferenza e una documentata appendice, riassumono molti momenti successivi alla rivolta del 1753 in cui i sanremesi e poi tutto l’arco dei comuni della Riviera dei Fiori e della Riviera delle Palme sino a Savona, in vari modi manifestarono, anche recentemente, la loro esigenza di essere uniti amministrativamente con il loro etroterra cuneese e piemontese.

Le idee e le proposte per un futuro assetto regionale che permetta di essere alla pari con le vicine Alpes Maritimes francesi e con tutte le altre Regioni europee, sono tuttaltro che illusorie e peregrine, basandosi sugli studi della Fondazione Agnelli di Torino e della Commissione Giustizia e Pace dell’Arcivescovado di Milano che suggeriscono la riduzione delle Regioni italiane da venti a dodici con la fusione delle più piccole con le vicine più grandi , finanziariamente auto sufficienti.

Per noi, si tratterebbe di formare, Liguria e Piemonte, una sola grande “Regione Alpi Occidentali”, grazie alla quale si potrebbero risolvere i più grossi problemi, che si trascinano da sempre, tra cui ad esempio il TERZO VALICO GENOVESE e tantissime altre opere di comune interesse.

Il libretto conclude chiedendo che l’opinione pubblica, e per essa gli amministratori, si facciano promotori di un grande convegno di autorità regionali, provinciali, comunali e di enti e istituzioni varie della Liguria e del Piemonte da svolgersi a Sanremo quanto prima possibile.

Si invitano i vecchi amici e tutte le persone sensibili a questi temi, di qualsiasi idea politica, a formare (o riformare) Gruppi Alpazur di sostegno all’iniziativa in tutti i centri liguri e piemontesi e inviare adesioni a 

“Assessorato alla Cultura Comune di 18038 SANREMO (IM) “ 

e per conoscenza a : “ALPAZUR c/o Berio via Nazario Sauro 73 18038 SANREMO oppure e/maile.berio@inwind.it

RAFFORZARE LE REGIONI PER RAFFORZARE LA NAZIONE

In vista del 150* anniversario dell' unità d' Italia, quasi con angoscia, se non disperatamente, si sta diffondendo il timore che la storia della Repubblica Italiana, come Stato Unitario, stia volgendo al termine.

Nonostante i continui richiami alla Costituzione, anche e specialmente da parte della Presidenza della Repubblica, troppi sono gli appelli alla lacerazione di un tessuto nazionale che ancora non ha trovato la sua giusta ed equilibrata composizione dopo la grande fiammata unitaria, appunto, di un secolo e mezzo fa.

E se, da un lato, è giusto non dimenticare i valori morali e tradizionali di ogni singola regione ( senza peraltro che alcuni di essi "travolgano" quelli altrui ) il ricordo delle migliaia di italiani d'ogni terra e regione caduti nelle guerre di indipendenza e per la riconquista della libertà, scuote chi ancora c'è che crede nella possibilità , invece, di rafforzare l'unità nazionale rafforzando le singole regioni italiane prima che un Governo Federale Europeo possa richiedere modifiche alle varie Costituzioni degli Stati Membri.

E, chiaramente, l'ingresso nella Federazione Europea di uno stato membro "forte", moderno, bene organizzato, sarebbe garanzia di maggiore considerazione ed importanza.

Purtroppo, invece, per ora, noi dell'estremo nord ovest italiano ai confini con l'opulenta Cote d'Azur, dobbiamo constatare la migliore organizzazione amministrativa dei nostri confinanti per cui molto spesso i dirigenti della focomelica provincia di Imperia nonché quelli della vicina Cuneo sono costretti a "calarsi le braghe" nella continua "confrontation" ormai quasi giornaliera.

La nostra mai spenta aspirazione alla formazione di una entità amministrativa unica delle Alpi Marittime Italiane (Cuneo, Imperia e Savona), dopo tanti inutili tentativi, ci ha portato a ritenere indispensabile la creazione, dopo gli studi della Fondazione Agnelli avallati da quelli dell'Arcivescovado di Milano, di una grande e forte REGIONE UNICA ligure - piemontese delle Alpi Occidentali che possa stare alla pari con le altre grandi regioni europee.

Nel ricordo che l'unità d'Italia fu realizzata soprattutto proprio per merito dell'unione ligure - piemontese dopo la fiammata napoleonica, ribadita anche la "ligùsticità" dell'interregione dal Sinus Ligusticus alle Valli del Monte Bianco, il Gruppo Alpazur di Sanremo ( sigla di una Alleanza Ligure Piemontese AZione Unità Regionale) si batte da tempo per iniziare le operazioni previste dalla Costituzione per la fusione della attuale Liguria con il confinante Piemonte.

Realizzando la quale intendiamo, cento cinquanta anni dopo, essere ancora una volta la MOLLA, l'ESEMPIO per le altre regioni italiane, affinché ognuno, con le proprie forze, voglia progredire per essere una colonna portante della futura Federazione Europea.

Ma occorre che il nostro appello, dovuto alla maggiore sensibilità della gente di frontiera, sia fatto proprio dagli abitanti delle due Regioni, in primis dalle persone più altamente qualificate, che si intenderebbe considerare soci promotori nel rogito notarile della costituenda associazione sopra citata.

Le persone più sensibili e sgombre da ipocrite prevenzioni sono invitate a contattare

"ALPAZUR c/o Berio, 18038

Sanremo, via Nazario Sauro 73" eventualmente d'intesa con altri amici richiedendo bozza statuto dell'associazione e scheda adesione.

Ed è un dovere di tutti i mass media delle due Regioni diffondere ampiamente la notizia che proponiamo.

Il coordinatore, dott.Enrico Berio ( e.berio@alice.it)

Nel 1946/47 numerosi Comuni dell'imperiese e del cuneese avevano espresso con apposite delibere il loro parere favorevole per la creazione di una REGIONE DELLE ALPI MARITTIME, ma i tentativi furono soffocati dalla sudditanza dei nostri rappresentanti politici alle centrali di potere dei partiti a Roma e specialmente a Genova ove si temeva, da parte democristiana, di perdere i voti "bianchi" del Ponente, da parte comunista il formarsi, ai confini con la Francia, di una troppo forte regione a loro avversa.

Trascinandosi per quasi vent'anni il periodo transitorio per l'entrata in funzione delle Regioni, si arrivò al 1963 senza più nulla concludere e, in un convegno alla Camera di Commercio di Imperia promosso in quell'anno dal sottoscritto, si poté soltanto constatare che il disinteresse dei nostri politici aveva sprecato invano le possibilità che invece il Molise aveva saputo usare per creare una propria distinta Regione, approfittando del periodo transitorio previsto dalla apposita legge.

Ma, in effetti, le Regioni non debbono essere né troppo grandi (macroregioni) né troppo piccole (microregioni) e, alla luce di tanti successivi studi in materia di docenti universitari ed istituti specializzati (quale la Fondazione Agnelli) si è ormai acclarato che le Regioni Italiane sono troppe e ben otto o nove TROPPO PICCOLE al confronto con quelle degli altri Stati europei.

Secondo gli studi della Fondazione Agnelli, ribaditi poi dalla Commissione Giustizia e Pace dell' Arcidiocesi di Milano nel volumetto AUTONOMIE REGIONALI E FEDERALISMO SOLIDALE firmato dal Cardinale Martini, le Regioni debbono avere i seguenti requisiti :

1°) Autonomia finanziaria 2°) Dimensioni territoriali che favoriscano PROGETTI DI SVILUPPO (in parole molto povere, avere i soldi e lo spazio disponibile per ingrandirsi.Pensiamo a due negozietti di generi complementari che demoliscono la parete che li separa, rinnovano l'attrezzatura e "SI METTONO IN GRANDE"

Questi ultimi studi non danno più importanza all'aspetto etnico data l'ormai fortissima commistione in Italia delle popolazioni provenienti da altre regioni., comunque, noi della Liguria possiamo vantare la ligusticità dell'intero territorio ligure-piemontese essendo storicamente accertato che, già prima dell'occupazione romana, LE TRIBU' LIGURI SI ESTENDEVANO DAL MAR LIGURE SINO AI PIEDI DEL MONTE BIANCO

I piemontesi, infatti, non sono altro che i ligures abitanti "ai pié del monte",mentre quelli della costa erano appellati "marittimi" e quelli della montagna "montani" La Fondazione Agnelli propone la riduzione delle Regioni Italiane da 20 a 12 con la fusione di quelle non autosufficienti finanziariamente con quelle confinanti che lo sono.

Per quello che riguarda noi lo studio in parola suggerisce LA FUSIONE DELLA LIGURIA COL PIEMONTE, MA, SI BADI BENE, FUSIONE NON VUOL DIRE INCORPORAZIONE O ASSORBIMENTO ! Infatti l'apporto della Regione più piccola a quella più grande è proprio quello che FAVORISCE I PROGETTI DI SVILUPPO.

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