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lunedì 20 febbraio 2017

PRESENTAZIONE DEL LIBBRO "ONDATE" DI ENRICO BERIO 2 /3/2017 ORE 16.30




E' inutile, se rileggo l'ultima lettera che mi resta di Perlina, il sangue comincia ad agitarmisi dentro e in me c'è come un senso di affanno e di rimpianto per una passione non sfogata. 
Mi pare impossibile, ancora a mesi e mesi di distanza, che sia capitata una cosa tanto fatale e che, contro la nostra volontà, siano crollati i più bei sogni della nostra giovinezza. 
Solo le macerie della città mi convincono dell'esistenza di tante macerie morali. 
Perché la guerra è passata sulle cose e sui viventi, sui corpi e sulle anime. 
La guerra ha sconvolto, incidendo profondamente le rughe sui volti umani, arando nei cuori più giovani solchi incancellabili. 
Eppure, se rileggo l'ultima lettera che mi è rimasta di Perlina, mi pare impossibile che sia capitato ciò che è capitato e penso che tutto sia ancora come prima. 
Invece sono passati anni di terrore e giornate che non si scorderanno per la loro tragica importanza. Perlina è morta. E' stata uccisa lassù, con una morte lenta, raffinata di torture. E' stata uccisa con armi vili che le hanno lasciato la vita, ma le hanno tolto l'anima.Risorgerà ? Mistero. 
Oggi essa è morta, terribilmente morta. 
La fanciulla timorata di Dio ha perso la fede, la donna amica del focolare non conosce più la bellezza delle ore passate in casa, la tenera compagna dei bimbi disprezza la fanciullezza, ella, seria e compunta, ride, ride, ride.
E' un riso nervoso, convulso, inutile, inspiegabile.
L'ho persa o s'è persa ? Perché la purezza che le rimane è frutto di orgoglio e di pudore, innati selvaggiamente come il desiderio dei sensi. 
E furono gli uomini a ridurla così, non pazza, no, ma eccitata, sconcertata, eccentrica, volubile, apatica.



Così, nel 1946, a 24 anni, Enrico Berio aveva iniziato a scrivere, di getto, un racconto che, per tutta una serie di circostanze era rimasto inedito nel solito cassetto delle cose di cui si è più gelosi e che si teme di poter sciupare.
Ma, con il passar del tempo, altrettanto impellente è stato, per l'autore, il bisogno di lasciarne la traccia, il ricordo, ormai generico e senza reali riferimenti a persone o ad avvenimenti, se non in forma romanzata, ma comunque verosimile e degna delle meditazioni con cui lo ha arricchito la saggezza di madre e di docente di Nerina Neri Battistin .
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domenica 25 dicembre 2016

Presepe della Cumpagnia dell'Urivu - Imperia Natale 2015

Presepe della Cumpagnia dell'Urivu - Imperia Natale 2015

Nel sito si legge:

Presepe della Cumpagnia de l'Urivu - Imperia Natale 2015 - Personaggi e Forme per un Natale Ligure Presepio a cura di ENRICO BERIO - Questo di Enrico Berio è un presepio formatosi nel tempo, sintesi di scoperte, fantasie e pensieri capitati all'autore mentre passeggiava lungo le nostre spiagge. 
Camminando egli trovava rami, radici di piante e canne, oggetti perduti, quelli che le piene dei torrenti, specie d'inverno, trascinavano al mare che li restituiva frantumati e puliti abbandonandoli tra pietre e sabbia.
Questi frammenti, in parte decomposti, riecheggiavano le sembianze di donne, uomini e talvolta animali e creature immaginarie. 
Egli lentamente raccolse questo materiale e lo ricompose, costruì nuove forme dipingendone i contorni, fino a trasformarlo in sorprendenti statuine. 
Dal caos della distruzione aveva preso forma un nuovo presepio. 
La fantasia disinibita dell'autore creò gruppi di personaggi a rappresentare lo stupore, il dubbio e la felicità degli uomini per il miracolo che si era compiuto a Betlemme. 
Il loro corteo si muoveva stupefatto verso una povera capanna fatta di foglie e là, il piccolo Bambino di Nazaret fasciato negli stracci, sorrideva. La grande Madonna con il mantello di plastica azzurro e le braccia aperte, proteggeva Lui e noi. Era Natale. 
Presso Cumpagnia dell'Urivu Valli d'Ineia e du Portu in occasione della festa del CONFUOCO, tradizionale cerimonia di omaggio al Sindaco, di fine anno.


 visualizzare  il filmato allegato




giovedì 30 giugno 2016

Il nuovo Libro di Enrico Berio - DI QUA E DI LA'





                   

DI QUA E DI LA'
( Racconti de l' Alpazur )

pubblicato da EUROPA EDIZIONI di Roma (maggio 2016)


PRESENTAZIONE

Da trent'anni,con la mia Associazione AMICI DI PEAGNA realizzo ogni anno una “RASSEGNA LIBRI DI LIGURIA” che diffonde la cultura libraria esponendo tutti i libri editi nell'anno che abbiano riferimento con la nostra Regione.

Di questi libri viene redatto un catalogo di recensioni contenutistiche diffusa tra librerie, biblioteche, associazioni culturali, gruppi di liguri nel mondo.

Enrico Berio è stato nostro ospite, lo conosco da una vita ed ho presentato i suoi libri a Sanremo e ad Imperia.

Berio è scrittore polivalente : ha una solida preparazione storico – archivistica, è conoscitore appassionato e colto del dialetto ligure, autore di testi di narrativa (anche dedicati ai ragazzi) e di teatro con escursioni nella poesia.

Oggi è rimasto uno dei pochi scrittori di valore ad interpretare l'anima del Ponente Ligustico. 
La sua attività culturale peraltro ha travalicato i confini letterari per attingere prospettive “politiche” ( nel senso greco del termine) nell'inventare e sostenere una regione transfrontaliera tra Liguria, Basso Piemonte e dipartimento Alpi Marittime fondata su basi culturali unitarie.

Di Berio ho letto questa silloge di racconti, scritti in tempi diversi. In essi vi sono elementi nuovi ed inediti sul mondo del Ponente Ligure...c'è la concretezza di una Liguria in evoluzione sintesi di apporti culturali secolari di ogni parte del mondo,una terra che cerca di ricostruire le coordinate della sua genuina identità, legata al mondo di quegli antichi ligures terragni, montanari e pastori affascinati dal mare.

                                                         Francesco Gallea




COMMENTO

Come ha scritto a pag. 5 del libro il recensore ufficiale di Europa Edizioni, “ Arguzia,tenerezza, limpidezza di una semplicità disarmante, passaggi che sfiorano il trascendente e il surreale, tutto questo possiamo trovare nella raccolta dei Racconti dell'Alpazur ( sottotitolo del libro) di Enrico Berio, che di certo non lesina la sua smisurata fantasia, una cultura vasta e sfaccettata e uno stile mutevole che sa adattarsi perfettamente alle varie situazioni create.

L'opera è costituita da diverse storie singole, con un racconto principale “ Di qua e di là”, il cui protagonista si trova in una condizione sospesa tra la vita e la morte; assisteremo persino allo sdoppiamento della sua personalità che inizierà a muoversi   in due dimensioni parallele ( l'una narrata in caratteri tondi e l'altra in corsivo)  per evidenziare e confrontare contrastanti punti di vista concreti e astratti delle vicende umane.

L'intero libro, tuttavia, non sarebbe completo senza gli altri numerosi componimenti, variegati e coraggiosi, che spaziano su tutto il territorio dell' Alpazur ( Riviera dei Fiori e delle Palme, Valli Cuneesi e Contea di Nizza v. cartina a pag. 311 dopo “ Una doverosa spiegazione per i lettori”) e di cui elenchiamo i titoli:  
       
Di qua e di là,
L'ultima grida,
Terra stretta
La processione di San Bernardo,  
L'uomo boa
S. Bernardo trent'anni dopo,  
Berenice Duberger,
La pianta di Cuneo,  
Re Trifula,  
Le miniere di uranio e i gozzuti
Tecchi e la morte,  
Sul monte Faudo,   
Il grande ritorno
Pietro : il calore del colore,   
Pastore a Viozene
Il manovale, 
Un po' di pace, 
Festa di paese, 
Il racconto di un soldato
Mariella,  Berto,  
Una corsa campestre,  
Le processionarie
La sconfitta di Cajenna,  
Fulvia,  Silvia,  
Anna,  Elvira
Due colpi di campanello, 
Il barbiere giornalista,  
Caniccio e gli altri
Dolceacqua amara,  
Letteratura tributaria,   
Circostanze
Il signor Mario, 
Sulla spiaggia deserta  
Un'uniforme per Lilìn

domenica 24 gennaio 2016

FAMIGLIA CALZIA di Imperia

Mio nome è Antonietta Calzia,

sono nata a Diano Castello Imperia sono,  sono emigrata dall'Italia per sud america - Peru nel 1952, dopo trenta anni sono andata a vivere in Argentina, dopo otto anni sono venuta in nord america.

Ho tre figli, Flavio, Ileana e Sandro. 
Ho due sorelle, la maggiore che abita in ford lauderdale, u.s.a. Valeria Calzia e la mia gemella Giuseppina Calzia che abita a Milano. 

Sarei molto lieta ricevere risposta o notizie di qualunque famiglia Calzia.

Penso che in qualche modo ci sia una relazione tra di noi, per quello che io so la famiglia Calzia è una sola famiglia.

Mio papa era torinese e la mamma di Diano Castello.

domenica 10 gennaio 2016

Famiglia Alberti di Albenga

Necesito encontrar en Albenga, la partida de nacimiento de Maria Nicolasa Alberti Agen nacida en l852
Vivo en Montevideo Uruguay

Alguien de Liguria , que pueda ayudarme

Era Hija de Juan alberti y Tomasa Agen

Gracias Lydia

domenica 27 dicembre 2015

Famiglia ALBERTI


 
Famiglia  ALBERTI

Gli Alberti in facebook

Il cognome ALBERTI è molto comune in tutte le regioni italiane , in particolare nel nord, in Liguria in provincia di Imperia e di Genova

domenica 20 dicembre 2015

Famiglia AICARDI - Genealogy

Famiglia AICARDI



Famiglia di origune ligure,in particolare concentrata in provincia di Imperia e Savona , in particolare del comune di Testico (SV) e Impeia


domenica 13 dicembre 2015

SEMERIA - di Sanremo


 
Date: 14 Jan 2003 23:23:45 -0500

Deseo recibir informacion genealogica del apellido SEMERIA,  origen: Italiano,  San Remo.
Gracias por contestarme con la mayor informacion que tenga.

Ximena Semeria

vegaj@etapa.com.ec

venerdì 11 dicembre 2015

Ci ha lasciato l'amico Giovanni Berio - LIGUSTRO

Giovanni Berio - Ligustro


ci ha lasciato 
 con grande perdita 
sia dell'uomo che dell'artista
per Imperia e per tutti coloro che lo conoscevano

11/12/2015


Giovanni Berio,


noto in arte come Ligustro, è nato a Imperia nel 1924. Si dedica dal 1986 esclusivamente allo studio della xilografia policroma giapponese e delle sue tecniche Nishiki-E in uso nel Periodo Edo realizzandone la stampa a mano sulle preziose carte prodotte in Giappone ancora con antichi metodi artigianali. 



La forza degli anni - Eccellenze imperiesi 2015

giovedì 26 febbraio 2015

Famiglia VIALE


VIALE Famiglia di Ventimiglia 1860
Inviato: 26/09/2004 0.01

Buongiorno, Sono francese
I STO scherma Informazioni sulla famiglia Lorenzi - 1860 al Ventimiglia.
Grazie
Ren 챕 Darnault       Paris

Famiglia LORENZI


Ventimiglia di Famiglia Lorenzi 1860
Inviato: 26/09/2004 0.01

Buongiorno, Sono francese
I STO scherma Informazioni sulla famiglia Lorenzi - 1860 al Ventimiglia.
Grazie
Renà © Darnault Paris

Famiglia Viale famiglia lorenzi


buongiorno

Sono  francese
Ricerco informazioni sulla famiglia Viale Versetto Lorenzi 1860 di Ventimiglia.
Grazie
Renà © Darnault Paris

FAMIGLIA Basso - Berio

Alessandro Basso scrive:

Vorrei completare le informazioni che già possiedo concernenti il Padrone Marittimo Francesco Berio (1856-1923) detto “Fusjan”.

Francesco Berio nacque a Saint Tropez ed era figlio del costruttore navale Domenico Berio e di Maria Serafina Basso, sorella del mio nonno paterno Pasquale Basso; era quindi cugino di mio padre Giuseppe Luigi Basso.

Fu comandante di due velieri che mio nonno Pasquale fece costruire a Oneglia nei cantieri Terrizzano: il brigantino goletta “Kitty” e, in seguito, la nave goletta “Clelia Basso” con la quale fece viaggi transoceanici verso le Antille e l’America settentrionale.

Divenne famoso per la sua perizia di navigatore ed è tuttora ricordato a Oneglia. Francesco Berio era di grande coraggio e generosità e durante il terremoto di Oneglia nel 1887 salvò la vita a tre persone, fatto per il quale ricevette un attestato di benemerenza.

Dopo la vendita della “Maria Clelia” credo che per un periodo comandasse una nave da diporto di un signore di Nizza.

Non so se Francesco era sposato e se aveva figli.

Non sono certo nemmeno di dove morì (? Oneglia,? Nizza) né se suo padre era di origine italiana o francese.

Sarei pertanto grato se qualcuno potesse fornirmi queste indicazioni."

Rimango in attesa di notizie. Cordialmente,

Alessandro Basso

aleg.basso@alice.it

Ad integrazione di quanto già riferito L'amico ALESSANDRO BASSO scrive:

Ho trovato dei vecchi appunti e delle lettere di mio nonno; da questi documenti ho potuto accertare che i Berio della mia famiglia originarono da Oneglia.
Il nonno del Padrone Marittimo Francesco si chiamava Antonio (Giovanni Antonio) e aveva un fratello chiamato Bartolomeo che andò a Saint Tropez, dove morì. 

Questo spiegherebbe perché Domenico (padre di Francesco e nipote di Bartolomeo) avesse deciso di andare, sia pure temporaneamente, a Saint Tropez. 

So anche che Domenico si sposò e poi morì a Oneglia.

In una lettera a mio nonno il padrone Francesco Berio accenna a sua moglie Nerina, ma non parla di figli.

Vari anni fa cercai il certificato di morte di Francesco Berio a Oneglia, ma mi fu detto che molti documenti di quell’anno (1923) andarono perduti in un’alluvione.

Cercherò negli Archivi Francesi, che ora sono “on line”, un certificato di morte di Francesco, nel caso fosse morto a Nizza dove lavorò dopo che mio nonno terminò la sua attività di armatore.

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invito in particolare i Berio e i francesi del sud della francia a prendere contatto co l'amico Alessandro - grazie

giovedì 19 febbraio 2015

mercoledì 18 febbraio 2015

famiglia Doglio, Siri, Morando ,Guido,Candido provincia di Savona - Uruguay

Da: apdoglio

Vengo da Montevideo, Uruguay. 

Sto mettendo insieme il mio albero genealogico.
Luigi Doglio (Mioglia, Savona, Liguria) figlio di Pietro e Maria Siri, sposato  con Giusseppina Morando. (Ponti, Alessandria, Piemonte) figlia di Matteo e  Margherita Ferrari (Italia), Luigi e Giussepina venuto in Uruguay con i loro figli (4) Gioanni Vincenzo  Guido, Giorgio Pietro Candido, Margherita e Angela, intorno al 1870. 

Angela 
Apprezzo la collaborazione


Alba P Doglio

lunedì 26 gennaio 2015





GIOVANNI BERIO
in arte LIGUSTRO

Si svolgerà presso la sala convegni della Biblioteca Civica “Leonardo Lagorio” di Imperia, con il patrocinio della Fondazione Italia Giappone e della Fondazione Mario Novaro, la presentazione delle opere dell’artista Giovanni Berio in arte LIGUSTRO e della sua importante donazione alla città di Imperia. 

La donazione consiste in circa 4000 legni incisi, circa 2000 libri d’arte e di letteratura italiana, giapponese, cinese ed araba, circa 20 faldoni di corrispondenza con illustri esponenti di fama internazionale, varie calligrafie giapponesi, l’archivio completo di una vita artistica e varie opere d’arte personali e di altri autori.

Nel corso dell’incontro verrà presentata la stampa surimono appositamente realizzata per l’occasione.

 Francesco Berio


sabato 10 gennaio 2015

PROPOSTA EDITORIALE GRANO NEL DESERTO

PROPOSTA EDITORIALE GRANO NEL DESERTO



Un mattino dell'aprile 1946, viaggiando tra le montagne della Valle Susa, pensavo alla tragedia della guerra da poco terminata. Sul mio cammino se ne scorgevano, uno dopo l'altro, i segni.

Mentre il treno si avvicinava al paese dove lavoravo, stavo meditando sul triste destino dell'umanità e consideravo che non sarebbe passato molto, venti – trenta anni al massimo, poi le rinnovate energie dell'uomo si sarebbero nuovamente scaricate in una nuova, gigantesca tragedia.

Possibile non poter indirizzare le forze e l'intelligenza umana verso una grande opera di pace, verso qualcosa di fecondo, qualcosa che potesse dare frutti, sia pure con soddisfazione del desiderio di avventura e di ignoto che muove i nostri animi primitivi ?
Perché mi ero reso conto che gli uomini amano la guerra, che è bello marciare insieme cantando, tirare al bersaglio sui propri simili, andare verso l'ignoto, rischiare la morte ogni minuto.
Pensai che qualunque impresa umana, anche costosissima, anche pazzesca, sarebbe stata meglio che un'altra guerra, l'integrale bonifica del Sahara, per esempio !

Quell'idea divenne, per me, un'ossessione, pensai di farne partecipi gli altri, con i mezzi a mia disposizione.

Pensai di scrivere un romanzo in cui si esaltasse il lavoro umano, immaginando un mondo che, pur tra lotte e passioni, avesse una meta davanti a sé, degli ideali degni, tali da giustificare una vita e tutti i sacrifici necessari per realizzarla.

Immaginai, così, un rozzo bracciante siciliano, Valente, dagli eventi sbattuto nel cuore del Sahara deserto, attorno ad una trivella che cerca l'acqua a enorme profondità nel sottosuolo.
Aridi come il deserto sono i cuori degli operai di ogni nazionalità che lavorano attorno alla trivella, le loro passioni sono violente

Nel mio lavoro, che vide la luce undici anni dopo, nel 1957, edito da Cappelli di Bologna, sotto gli auspici di Bonaventura Tecchi,una ribaltella della copertina dice:

L'Autore immagina come in atto una gigantesca opera di bonifica del Sahara, e in essa inserisce l'emozionante vicenda di un giovane emigrante siciliano, tenace, coraggioso, capace di superare difficoltà naturali e ostilità umane.
Egli esce vittorioso da drammatiche vicende, si fissa sul terreno fertilizzato dall'acqua, resiste a una dura vita di pioniere in una fattoria da lui creata, prima solo con la sua donna, poi con la famiglia cresciuta e giunge a tarda età come un biblico patriarca sulla terra da lui redenta, resa fertile e ricca dal suo lavoro e dal lavoro dei figli e nipoti, che lo venerano.
Il racconto è affascinante per il colore dell'ambiente, reso con esperto realismo e per il senso di forza virile, di vigore morale che lo ispira.

Discreto fu il numero delle copie vendute, soddisfacente quello delle recensioni, in gran parte dovute all'amicizia del grande scrittore ormai da anni scomparso.

A quasi sessant'anni di distanza, l'auspicio già allora non proprio utopistico, sta diventando oggi di stretta attualità come elemento di rottura nei confronti di una mentalità sempre più corrotta, rotolante come una insensibile frana, verso il baratro con cui la metastasi del terrorismo islamita ha iniziato la terza guerra mondiale.

Nelle intenzioni dell'autore, evidenziando il ricordo dell'esempio di San Francesco che tentò il primo colloquio col Saladino, come già per altri errori storici, noi, la cristianità, (religiosa e laica), dovremo solennemente riconoscere i difetti di una storia secolare ed iniziare una CROCIATA DI PACE al di fuori e nel rispetto delle diverse interpretazioni del monoteismo, con grandi opere come quella ipotizzata nel mio vecchio lavoro che vorrebbe suscitare una sia pur sottile fiammella, capace forse di alimentare un grande calore di rivolta verso un sistema di abominevole lassismo che è la causa scatenante dei furori dei poveri individui incapaci di uscire dalla preistoria.

Ma ci vuole un importante editore che sappia fare propri questi sentimenti e voglia diffondere queste aspettative. Mentre è in preparazione l'edizione francese ( Blé dans le désert ) che tende a fare dei due popoli latini il fulcro della rinascita dell'Africa Sahariana, qualcheduno, EBBENE, SI FACCIA AVANTI !
ENRICO BERIO e.berio@alice.it

sabato 1 novembre 2014

Capitano di lungo Corso GIOVANNI ANSALDI di Porto Maurizio IM

Copertina del libro in stampa

Prossima presentazione ad Imperia 
Sala Polivalente Piazza Duomo 
Piano terreno - sala Lamboglia
del polivalente
20 novembre ore 16.30


domenica 12 ottobre 2014

ACQUARONE è un casato originario di Artallo, frazione di Porto Maurizio (Imperia, Italia)

ACQUARONE è un casato originario di Artallo, frazione di Porto Maurizio (Imperia, Italia), poi diffusosi capillarmente nella riviera ligure.
Esiste, sulle alture imperiesi una vetta chiamata "Monte Acquarone" a monte di Artallo, Vasia, Lucinasco.
Alla famiglia Acquarone appartennnero ed appartengono capitani marittimi, professionisti, commercianti, insegnanti, docenti universitari,......nonché molti.....massoni.
da: brufil@fastwebnet.it

BRUNO Filippo - Imperia, Porto Maurizio08 agosto 2014 10:34
ACQUARONE è un casato originario di Artallo, frazione di Porto Maurizio (Imperia, Italia) molto diffuso dapprima in Porto Maurizio e in seguito nella riviera ligure. 
Esiste nell'immediato retroterra di Imperia il "Monte Acquarone", a monte di Artallo, Borgo S.Agata, Vasia, Lucinasco.Agli Acquarone appartennero ed appartengono capitani marittimi, imprenditori, professori universitari, commercianti, avvocati, professionisti,nonché, come risulta dagli archivi del Grande Oriente d'Italia,..... molti massoni.
Un Flaminio Acquarone, giacobino, risulterebbe essere stato il primo Maestro Venerabile della Loggia di Porto Maurizio antecedentemente il periodo napoleonico. 
Altri Acquarone risultano, dal 1800, membri della Loggia di Porto Maurizio e di altre logge, specialmente in Liguria.

Anonimo19 agosto 2014 15:52
Buongiorno, mi chiamo Filippo BRUNO sono nato a Porto Maurizio e sto scrivendo un libro sulla Massoneria Imperiese.
Sono particolarmente interessato a relazionarmi con lei in quanto potremmo insieme approfondire le origini della sua famiglia.

Mi contatti alla seguente e-mail; brufil@faswebnet.it

domenica 27 aprile 2014

Famiglia Doglio - Siri di Mioglia ( Savona)


Da: apdoglio

Soy de Montevideo, Uruguay. Estoy armando mi arbol genealogico.

Luigi Doglio (Mioglia, Savona, Liguria) hijo de Pietro y Maria Siri, casado con Giusseppina Morando.(Ponti, Alessandria,Piamonte) hija de Matteo y Margherita Ferrari (italia)

Luigi y Giussepina llegaron a Uruguay con sus hijos(4) Gioanni Vincenzo Guido, Pietro Giorgio Candido, Margherita y Angela, alrededor de 1870.

Angela volvia a Italia.
Agradezco la colaboracion que puedan aportar.

Alba P Doglio



domenica 20 aprile 2014

Famiglia RANIXE / RANISE


 
Famiglia RANIXE / RANISE
Cognome originario di imperia Oneglia e PortoMaurizio e del suo entroterra.

Cognome originario di imperia Oneglia e PortoMaurizio e del suo entroterra, deriva da un essore di trascrizione del cognome Ranixe o viceversa.

domenica 13 aprile 2014

famiglia TURATI


Dall'Argentina danielturati@yahoo.com.ar scrive:

famiglia TURATI  mi ancestro se llamaba c챕sare turati y arriba a la argentina en el anno 1895, a bordo del barco gergovia, procedente del puerto de genova. il era originario de milan y hab챠a nacido , aproximadamente en el ao 1867.cualquier informacion que me pudieran llegar a suministras les estar챕 inmensamente agradecido, para eso les dejo esta direccion

danielturati@yahoo.com.ar
 




CHI PUO' AIUTARE L'AMICA TURATI inserisca le notizie in questa pagina Grazie

domenica 6 aprile 2014

GENEALOGIE DELLE DINASTIE ITALIANE


sito da visitare


Troverete anche alcuni cognomi liguri


Questo sito vuole offrire un servizio culturale on line su base scientifica agli studiosi e agli appassionati di queste materie. All’interno del sito trovano spazio alcune famiglie nobili italiane comprese negli Elenchi Ufficiali della Consulta Araldica (Elenchi Regionali, Elenchi Ufficiali del 1921 e 1933, con supplemento del 1936), integrati da tutti i provvedimenti in materia nobiliare intervenuti dall’ultima pubblicazione (Supplemento dell’Elenco Ufficiale, 1934-36) fino al 1° gennaio 1948 (data dell’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana, in base alla quale i titoli nobiliari non sono più riconosciuti legalmente).

domenica 30 marzo 2014

Family Tree Builder - Programma genealogia gratuito - MyHeritage

Family Tree Builder

Programma gratuito per fare l'albero genealogico della vostra famiglia

Family Tree Builder è il nostro programma di genealogia per Windows. Offre una qualità eccellente, supporta 29 lingue ed è uno dei migliori programmi di genealogia in assoluto. 





domenica 23 marzo 2014

Famiglia ALBERTI DI ALBENGA


Mia Atto di Ricerca di Maria Nicolasa Alberti Nascita crema Nel 1852 ad Albenga.

 Prov Liguria,  Savona,

l'estratto dell 'dell Atto di Nascita Signorina MARIA NICOLASA Alberti, Figlia di Giovanni Alberti e Tomasa Agen? crema in Albenga aprossimativamente Anni 1852 ..

con Indicazione di Paternità e Maternità e marginalità Annotazioni eventualità. Grazie.

E mia nonna Marito possono Che cosa Tariffa per PeggySims riguardo

Lydia Fernandez Berta

Pilcomayo 5034 AP2

11400 - Montevideo

Uruguay

lydibert@adinet.com.uy

domenica 10 novembre 2013

Ventimiglia Francesco Biamonti

Ventimiglia

Albium Intemelium è il nome dell’antico insediamento degli Intemeli, la tribù guerriera ligure che dominò la città fino al 180 a.C., quando giunsero i Romani e la conquistarono; il nome mutò in Albintimilium e si costruì un Castrum che avrebbe avuto grande importanza in quanto vicino alla via Julia Augusta, strada principale d’epoca romana nella regione (Di questo periodo testimonianza più importante è il teatro romano (II secolo a.C.) le cui rovine sorgono vicinissime alla Via Aurelia, appena fuori l’abitato). A causa delle invasioni barbariche e soprattutto delle incursioni di pirati gli abitanti di Ventimiglia trasferirono il nucleo abitato in posizione difensiva, arroccato sulla collina sopra il mare. Nell’XI secolo i Conti di Ventimiglia estendevano il proprio dominio su un territorio di vaste proporzioni e fu proprio durante il periodo feudale che Ventimiglia si espanse; si costruì una cinta di mura fortificate all’interno delle quali, in cima al colle, sorgevano la dimora dei Conti, il Palazzo Vescovile e la Cattedrale (il maniero fece posto successivamente al convento delle Canonichesse Lateranensi). Nel 1261 Ventimiglia venne spartita fra le nobili famiglie, con il trattato di Aix en Provence e in ultimo passò definitivamente a Genova. Dunque una visita alla città alta è vivamente consigliata; là tra i ripidi e stretti carruggi all’ombra delle case-torri assaporerete tutto il fascino di un passato che tuttora sopravvive all’incalzante modernità. A volte il "pittoresco" si confonde con il degrado, ma questo è un problema che affligge numerosi borghi della Liguria e non spetta a noi risolvere. Piuttosto sappiate che la Cattedrale del secolo XI fu eretta su una precedente struttura, risalente al IX e X secolo; la stessa cosa è avvenuta per il vicino battistero anch’esso fondato su un edificio preesistente. Gli amanti dell’architettura romanica non dovrebbero mancare di visitare la chiesa di S. Michele con la sottostante cripta. E ancora perdetevi tra le vecchie vie alla ricerca della cosiddetta architettura minore: archetti, sottopassi, edicole religiose, fregi vi sveleranno l’anima più antica e dimenticata di Ventimiglia.

L’inquisizione a Ventimiglia
Nei secoli passati le accuse di eresia e di stregoneria erano piuttosto comuni; la Diocesi di Ventimiglia disponeva di vari inquisitori incaricati di presiedere a molti processi frutto di un mondo in cui sospetti, superstizione e ignoranza si mescolavano in un clima di profondo oscurantismo. Ecco alcuni casi particolarmente eclatanti documentati dagli atti processuali tuttora conservati. Nella vicina Vallebona tale Francesco Pallanca fu accusato di eresia per aver semplicemente detto che Papa Urbano VIII divideva il mondo cristiano. A Triora invece nel 1587 si diede vita a uno dei famosi e più drammatici processi per stregoneria che vide coinvolte tantissime donne innocenti vittime dei pregiudizi e di una serie di coincidenze sfavorevoli (il caso di Triora è trattato specificatamente nel libro dedicato all’Entroterra di Imperia).

Ancora a Camporosso nel 1638 si registra il caso di Caterina Molinari, sottoposta a tortura perché confessasse la sua natura diabolica. Nel borgo di montagna di Montalto Ligure si ricorda il caso di Giovanni Rodi la cui casa venne prima perquisita e successivamente sequestrata. L’uomo fu processato perché trovato in possesso di vari libri proibiti (gli stessi compaesani del Rodi suffragarono l’accusa testimoniando contro lo stesso, definito mago, incantatore e negromante) e, anche se negli atti non c’è traccia, è probabile che l’accusato sia stato giustiziato sulla pubblica piazza. La Diocesi di Ventimiglia inoltre instaurò diversi processi a causa delle diverse "eresie" che facilmente arrivavano dalla vicina Francia.


Il cantore di Liguria, Francesco Biamonti
Abitava a San Biagio della Cima, vicino a Ventimiglia, dove era nato nel 1913, il cantore di Liguria, al secolo lo scrittore Francesco Biamonti. Era il 1983 quando balzò alla ribalta della critica e del pubblico con il romanzo "L’angelo di Avrigue"; da allora i riconoscimenti si susseguirono, ma lui, schivo e discreto, da autentico ligure, aveva continuato a vivere in un paesino coltivando mimose, rifuggendo la notorietà. La notte non era difficile incontrarlo nei locali notturni della vicina Francia, là dove si intrecciano storie di vita vera, incredibili e a volte disperate. Altri suoi lavori sono "Vento largo", "Attesa sul mare", "Le parole", "La notte".

Si é spento il 17 ottobre 2001, Francesco Biamonti, nella sua casa natale, portando con s챕 la bellezza e la poesia di una letteratura "metafisica" che parlava di lui e della sua terra.

I Balzi Rossi
È tra Grimaldi e Ventimiglia che in un’imponente parte di calcare dolomitico del giurassico, si aprono le spettacolari grotte dei Balzi Rossi, testimonianze tra le più importanti del periodo paleolitico. Il colore delle rocce è dovuto alla presenza di minerali di ferro ossidato; complessivamente sono nove caverne nelle quali sono stati rinvenuti utensili, ossa, corredi funebri, resti di animali e incisioni risalenti a 240 mila anni fa (un esempio è l’osso iliaco appartenuto a una donna ritrovato nella grotta del Principe). Le due grotte attualmente visitabili sono quella del Florestano, del Caviglione e il Riparo Mochi; a completamento del tour c’è poi l’annesso Museo che raccoglie tutti i reperti catalogati nel tempo.

I giardini Hanbury
I giardini di Villa Hanbury sono una tappa d’obbligo per tutti gli amanti della natura e delle varietà del mondo vegetale che qui vedrete perfettamente adattate grazie alla particolarità del microclima; si va dalla macchia mediterranea alle rari specie appartenenti a terre esotiche. La cura dei giardini che si estendono sul promontorio della Mortola è affidata all’Istituto di Botanica dell’Università di Genova; furono fondati nel 1867 da Lord Hanbury e vantano una superficie di 182 mila mq. con 3.500 specie presenti.

domenica 27 ottobre 2013

domenica 20 ottobre 2013

Famiglia Badaracco di Genova

Cerco discendenti  di Sebastiano Badaracco nato il 13 10 1848 a Genova


Busco desendientes de Sebastiano Badaracco nacido 13/10/1848 en Genova.

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